Marina Suite Hotel Loano (SV)

L’intervento si pone di demolire e ricostruire i volumi già presenti nel lotto di proprietà, costituiti da due capannoni industriali in disuso, al fine di insediarvi due edifici destinati a funzione di residenza e turistico ricettivo. Gli edifici occupano la parte Est del terreno (a monte), creando una zona a verde che filtrerà il traffico della via Aurelia, su cui l’area si affaccia. L’area si trova inoltre in una posizione privilegiata rispetto ad un importante polo attrattivo quale il nuovo Porto di Loano.
La realizzazione dell’intervento di demolizione e ricostruzione degli edifici esistenti per insediarvi una nuova destinazione residenziale, con la sistemazione ad area verde contribuirà alla riqualificazione dell’area e consentirà il raggiungimento di importanti obiettivi di qualità edilizia e urbana.

Edificio residenziale a Ceriale SV

Il progetto nasce dalla volontà dei proprietari di ricostituire, dopo anni di abbandono, il pregio di un antico immobile sito nel centro storico di Ceriale.
L’edificio, composto da nuclei edilizi di epoche differenti, appariva come un complesso disomogeneo per stile e finiture in evidente stato di degrado e abbandono.
Il progetto é stato realizzato in collaborazione con l’ingegner Bruno Martini e ha come premessa la ristrutturazione edilizia integrale, mediante demolizione e ricostruzione fedele.
Obiettivi del progetto sono la valorizzazione dell'immobile e la riproposizione dell’identità compositiva ante operam, secondo una moderna rilettura delle parti che rispetti il contesto storico in cui è ubicato.
L’intervento propone, parallelamente al carattere di fedeltà, criteri di attualità dettati dall'adeguamento alle normative vigenti.

Progetto Architettonico e Direzione lavori: RKTTS + Ing. Bruno Martini
Progetto Strutture: Ing. Bruno Martini
Progetto Impianti: Studio Richero

Bon Bistrot

All’interno del Civico 81 di via Bonomelli in Cremona, trovano spazio le sale del Bon Bistrot, un bar con cucina nato dalla volontà della Cooperativa sociale Varietà, in cui operano 20 persone, di cui il 50 % con fragilità, che insieme cucinano e servono circa 10.000 pasti al mese. Le persone con fragilità, in particolare giovani, sono inserite con la finalità di far loro acquisire competenze e professionalità e accompagnarle verso un successivo inserimento nel mercato del lavoro esterno.
La diversità come valore è pertanto un tratto distintivo dell’attività del Bon Bistrot ed è stata lo spunto per il progetto stesso che si è sviluppato attorno all’idea di creare uno scenario neutro ma accogliente nel quale le diversità delle persone che vi lavorano e degli oggetti che lo abitano diventasse il vero tratto distintivo dello spazio.
Nelle tre sale del bistrot, tra cui è presente anche un piccolo corner-shop dedicato alla vendita di prodotti agricoli biologici che la stessa Cooperativa produce, coabitano infatti pareti neutre ma calde, arredi in legno di recupero (ritrovati negli stessi locali che oggi il bistrot occupa) affiancati ad altri elementi di nuova produzione, restaurati o realizzati ex-novo dalle cooperative sociali che gravitano attorno al Civico 81, così come lampade ed altri oggetti colorati che contribuiscono a sottolineare la diversità e quindi l’unicità di ogni elemento rispetto al tutto.

Lampada ad assetto variabile

Il progetto di questa lampada, realizzato da Facchini insieme all’amico e collega Andrea Viganò, è nato all’interno del Politecnico in un laboratorio di tecnologia diretto da Ezio Manzini. Il punto di partenza era l’utilizzo di una lampada fluorescente compatta, comunemente nota come lampada a basso consumo, prodotto che all'epoca inizia a farsi conoscere e che nel giro di alcuni anni sarebbe diventato di larghissima diffusione.
L’idea è basata su un cilindro, sede della lampadina, attorno al quale ruotano liberamente quattro elementi. Dalla composizione libera di queste rotazioni si ottiene un prodotto sempre differente, oggetto luminoso, tra scultura e lampada.