Lampada ad assetto variabile

Il progetto di questa lampada, realizzato da Facchini insieme all’amico e collega Andrea Viganò, è nato all’interno del Politecnico in un laboratorio di tecnologia diretto da Ezio Manzini. Il punto di partenza era l’utilizzo di una lampada fluorescente compatta, comunemente nota come lampada a basso consumo, prodotto che all'epoca inizia a farsi conoscere e che nel giro di alcuni anni sarebbe diventato di larghissima diffusione.
L’idea è basata su un cilindro, sede della lampadina, attorno al quale ruotano liberamente quattro elementi. Dalla composizione libera di queste rotazioni si ottiene un prodotto sempre differente, oggetto luminoso, tra scultura e lampada.