CASCINA BUZIO

Ospitalità contemporanea tra i vigneti del Monferrato

CATEGORY Hospitality
YEAR 2023-2025
CLIENT Mensana S.r.l.
AREA 650 sqm
LOCATION Fubine (AL)

ACTIVITIES Design concept, Detailed Design, Art direction

RKTTS TEAM MEMBERS Giorgia Chiaro, Debora Junchaya

PERMIT DESIGN AND CONSTRUCTION SUPERVISOR Sergio Ganora

PHOTOGRAPHY ©Lorenzo Facchini, ©Emma Villas

Il progetto di riqualificazione di Cascina Buzio nasce dal rapporto ormai consolidato con la Committenza, che nel 2015 ha acquisito l’intera tenuta vinicola Liedholm, con l’intento tra gli altri anche di condividerne la bellezza attraverso un progetto di ospitalità legato al territorio del Monferrato e ai suoi vini.

Dopo l’intervento su Villa Boemia, già residenza di Nils Liedholm, ci è stato affidato il restauro dell’antica cascina del 1881, da anni in disuso e in avanzato stato di degrado ma ancora intrisa di fascino e memoria rurale.

L’edificio, immerso tra i vigneti, si sviluppa su due livelli: la porzione est era in origine destinata a residenza, mentre la parte ovest ospitava la stalla e il fienile, caratterizzato da grandi aperture. Nel progetto di recupero si è voluto preservare l’identità tipologica, introducendo ampie vetrate che lasciano a vista archi e pilastri in mattoni, e nuovi frangisole in laterizio che reinterpretano le antiche bucature, conferendo all’insieme una nuova identità architettonica.

Le scelte materiche mantengono un legame con il contesto, in equilibrio tra tradizione e contemporaneità: l’intonaco originario è stato rimosso per riportare alla luce la muratura in mattoni, valorizzando gli elementi e i dettagli tipici dell’architettura rurale. Il dialogo tra i nuovi innesti e le preesistenze avviene in modo naturale, creando una stratificazione senza tempo.

Il colore è affidato alla materia stessa - mattone, gres, resina e legno - uniti da una cromia coerente e sobria. Sulla stessa linea si colloca l’arredo, interamente progettato su disegno, in equilibrio tra rigore e ricerca del dettaglio: dal tavolo in noce piemontese agli scrittoi in ferro e noce canaletto, fino agli elementi di illuminazione, in un dialogo continuo tra bianco e nero, nuovo e antico.

Nel giardino, la piscina riflette il colore del cielo e della cascina, mentre a ovest una pergola accoglie il tavolo per pranzi all’aperto, immersi nei vigneti.

The Cascina Buzio redevelopment project stems from the long-established relationship with the Client, who in 2015 acquired the entire Liedholm winery estate, with the aim, among other things, of sharing its beauty through a hospitality project connected to the Monferrato region and its wines.

Following the intervention on Villa Boemia, the former residence of Nils Liedholm, we were entrusted with the restoration of the historic farmhouse dating back to 1881, which had long been abandoned and in an advanced state of decay, yet still imbued with charm and rural memory.

The building, nestled among the vineyards, develops over two levels: the eastern portion was originally intended as a residence, while the western part housed the stable and hayloft, characterized by large openings. In the restoration project, the aim was to preserve the typological identity, introducing large glazed areas that reveal arches and brick pillars, along with new brick sunshades that reinterpret the original openings, giving the whole a renewed architectural identity.

Material choices maintain a connection with the context, balancing tradition and contemporaneity: the original plaster was removed to expose the brickwork, highlighting the elements and details typical of rural architecture. The dialogue between the new additions and the pre-existing structures occurs naturally, creating a timeless layering.

Color is entrusted to the materials themselves—brick, stoneware, resin, and wood—unified by a coherent and restrained palette. Furnishings, fully custom-designed, follow the same approach, balancing rigor with attention to detail: from the Piedmont walnut dining table to the iron and walnut desks, to the lighting elements, in a continuous dialogue between black and white, old and new.

In the garden, the swimming pool reflects the color of the sky and the farmhouse, while to the west a pergola hosts the outdoor dining table, surrounded by the vineyards.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Il 1881 è l’anno di costruzione dell’edificio, individuato durante uno dei primi sopralluoghi grazie alla data incisa sulla sommità di un pilastro centrale.

Non un semplice dettaglio costruttivo, ma una traccia di memoria. Abbiamo scelto di conservarla così com’era, lasciandola a vista all’interno di uno dei bagni, come segno tangibile dell’origine della cascina.

Un frammento autentico che mette in dialogo passato e presente, ricordando che ogni progetto di recupero è prima di tutto un atto di ascolto.

 
 
 
 

Il motivo triangolare del rivestimento, dialoga visivamente con la geometria dei frangisole in laterizio delle facciate, rafforzando la connessione tra interno ed esterno. L’illuminazione, affidata a corpi circolari a luce diffusa, contribuisce a realizzare un’atmosfera morbida e organica.